Grazia, carismi e missione per tutti

Grazia, carismi e missione per tutti


Immagina di essere coinvolto in un grande aereo e sei in volo. Ogni passeggero ha un ruolo unico, un talento speciale, un bagaglio di esperienze. È solo quando l’aereo decolla, con tutti i passeggeri al proprio posto, che il viaggio diventa possibile. La grazia è il carburante, i carismi sono le ali e la missione è la destinazione. Questa similitudine è utile per comprendere come ogni battezzato abbia una missione da compiere e può decidere che tipo di carburante impiegare: le sole forze umane o rivolgersi allo Spirito Santo, che per san Paolo VI «è l’agente principale della missione sia perché è lui che spinge ad annunciare il Vangelo, sia per il lavoro che fa nel segreto delle coscienze e nel cuore del mondo per suscitare la nuova creazione, l’umanità nuova» (Paolo VI, Evangelii Nunziandi, n.75).

La più importante forza interiore che ha a disposizione il cristiano è sicuramente lo Spirito Santo, anche se spesso resta il più grande sconosciuto. A quanti si affidano alla sua autorevolezza, egli offre fecondità nella vita spirituale, sociale e cultuale fino al compimento della stessa santità. Di Dio Padre è possibile rintracciarne la presenza nell’Antico Testamento e nei racconti di Gesù; di Gesù stesso abbiamo racconti di “prima mano” da parte dei discepoli e degli Apostoli, da fonti dirette e indirette. Dello Spirito abbiamo quanto ci ha condiviso Gesù nella sua esperienza terrena, sino alla sua morte e resurrezione, e poi abbiamo gli Atti degli Apostoli, le Lettere degli Apostoli, e il Libro dell’Apocalisse. Infine, abbiamo la Chiesa che ne parla da oltre duemila anni. Essa trasmette con la sua vita la potenza dello Spirito, vive grazie a Lui, e introduce noi nell’esperienza sensibile e verificabile nella concretezza della vita, mediante i Sacramenti e la vita vissuta mediante le virtù e i suoi doni. Egli è il Paraclito, il Consolatore, “l’avvocato” ed il “difensore”. Egli è colui che, dopo la morte e resurrezione di Gesù, il Padre invierà per guidare, insegnare, ricordare ai discepoli la sua Parola e testimoniare di Lui, rimanendo stabilmente con loro e dentro di loro, rendendo vivace la fede e portando frutto.  Si è così manifestata nella pienezza la teofania della santissima Trinità. La stessa che era presente sin dalla creazione del mondo, sino ad aver soffiato nell’uomo, donandogli di partecipare alla santità di Dio. È il medesimo Spirito che ha adombrato i profeti e la Vergine Maria, la quale ha concepito Gesù, “senza conoscere uomo”, ed è sempre lo stesso Spirito che rende bella e colma di senso la vita, fino a farne un dono, fino al martirio. Questa esperienza è traducibile e verificabile nella vita del cristiano attraverso il Battesimo nello Spirito. Esperienza presente nella Chiesa, sin dagli albori. L’esperienza è presentata nel Libro degli Atti degli Apostoli, da Luca: «Tutti furono ripieni dello Spirito Santo, e cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro d’esprimersi» (At 2,4). Tale esperienza è da ritenersi libera azione della grazia di Dio e personale. Per esser certi che si è vissuta, e si vive, l’esperienza del Battesimo nello Spirito, è necessario verificarsi nella realtà. Quando lo Spirito si effonde dona agli uomini di poter sperimentare la sua presenza, che si traduce in gioia evidente e desiderio nuovo di mettersi al servizio del Vangelo. La grazia che proviene dallo Spirito è garanzia di impegno e di offerta della propria vita alla causa dell’espansione del Regno di Dio sulla terra. È introduzione a un percorso educativo in chiave carismatica, dove l’esperienza dei carismi è resa concreta nella Comunità dei credenti. Per i Padri della Chiesa il Battesimo nello Spirito è un tema centrale, che collega il Sacramento ricevuto nella Chiesa con la consapevolezza piena dei doni dello Spirito. Proviene dall’accoglienza della sua Persona un cammino graduale di crescita nella fede, che culmina con un’esperienza personale dello Spirito. Autori, come Origine, Cipriano, Agostino e Cirillo di Gerusalemme, sottolineano di continuo, nelle loro omelie e riflessioni, la continuità tra i sacramenti dell’iniziazione cristiana e la necessità di una risposta personale alla Grazia.

di Carmela Romano

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