L’amore sempre acceso

L’amore sempre acceso

Pomeriggio di inizio marzo. Sacrestia di paese: in attesa che inizi l’incontro di formazione, osservo una signora raddrizzare alcune candele storte. Mentre è intenta a rispettare il clima di silenzio, appare un bambino che non esita a porle una di quelle domande geniali: «Dio ricarica gli uomini durante la notte?». La donna non ha risposto immediatamente. Si è presa del tempo. Dopo aver cercato la risposta più adeguata possibile al momento, afferma: «No. Dio non ha la batteria». Lui la fissa: «Allora come fa a essere sempre acceso e a ispirare gli uomini a compiere il bene?». Colpo secco. Aveva appena definito lo Spirito Santo meglio di come lo avrei potuto fare io. Il ragazzino aveva intuito che l’amore di Dio non è una carica che scende dall’alto, quanto piuttosto un fuoco che brucia nel cuore, creando luce, forza e gioia, senza consumarsi (cf. Es 3,2). Quando si parla dell’amore di Dio, l’apostolo Paolo è chiaro: «L'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato» (Rm 5,5). Origene, noto padre della Chiesa, commentando questa citazione, afferma: «Lo Spirito Santo accende nella mente un fuoco che insegna la verità dall’interno» (Commento alla Lettera ai Romani; 7.2). Risulta che la creatura è investita di questo amore, ne è persino compenetrata. Poiché ci è stato donato, questo amore ci permette di vivere in comunione con Dio e con gli altri. Lo si può comprendere, in un certo senso. È nella Chiesa che questo amore circola. Nelle comunità, piccole o grandi che siano. Se lui c’è, ci siamo anche noi, come desidera lui! Affidiamo a sant’Agostino una piccola riflessione che conferma questo pensiero, con un linguaggio ancora più chiaro e concreto: «In lui abbiamo la dolcezza di amare; egli è il fuoco che ci unisce a Dio» (De Trinitate, XV). Il bambino aveva ragione: «Dio accende sempre, perché vive e si muove in un amore acceso». Non si accende con la corrente, ma perché lo Spirito è dono continuo — luce che non acceca, fuoco che non distrugge, amore che solo ricevendo si impara a dare. Quel pomeriggio sembrò di ricevere una lezione di catechismo. Il pensiero andò al testo ufficiale e sistematico che espone la dottrina, la fede e la morale cattolica, fondato sulla Sacra Scrittura, la Tradizione apostolica e il Magistero: «Dio è amore; l’amore è il suo primo dono, contenuto nel dono dello Spirito Santo» e ancora «lo Spirito illumina, vivifica e comunica» (Catechismo della Chiesa Cattolica, 733-735). Tutti possiamo vivere un’esperienza del suo amore. possiamo accorgercene nelle sere in cui vorremmo tenere tra le mani il telecomando del mondo. Preghiamo corto, lasciamo spazio, e la frase di Vangelo che più irritava si gira e apre una via. Non è magia: è il fuoco lento che scioglie la frizione, è il calore dell’amore che rende capaci di amare, la forza nella debolezza, un senso di profonda tenerezza dinanzi alle vittime di ogni terribile notizia. Questo perché l’amore di Dio non tappa i buchi. Esso attraversa, illumina perché arde; arde perché è dato. Vivendo di lui, si è resi capaci di restituire alla storia una pagina originale e geniale col proprio vissuto. Seguendo lui, si cammina sicuri e, certi delle sue ispirazioni, si compie bene, il bene vero!

di Carmela Romano

Puoi approfondire il tema con il testo di Anna Maria Canopi, L’amore di Dio è dono. Spirito Santo, luce che illumina, fuoco che arde, cliccando qui