I 7 doni dello Spirito

I 7 doni dello Spirito

 

Immaginiamoci coinvolti in una lunga escursione in montagna. Il panorama è sicuramente affascinante, l’aria è fresca e invitante, il sole riscalda e resta un caldo asciutto. Non c’è umidità e la meta attrae. Uscendo dalla metafora, l’immagine impiegata può ancora esserci utile per descrivere l’affascinante esperienza dello Spirito Santo nella vita del cristiano. Lo Spirito Santo è stato infuso nel cuore della persona da Dio come aiuto e come grazia santificante.

Sant’Agostino ricorda: «Dio, che ti ha creato senza di te, non può salvarti senza di te» (Agostino, Sermo CLXIX,13). È questa la ragione per la quale Dio stesso, mediante il suo Spirito ha fornito alla sua creatura tutti gli strumenti necessari per crescere e per concorrere alla propria salvezza e all’edificazione della comunità. Vogliamo fare una riflessione sui “sette doni dello Spirito Santo”, per poi condividere un testo di riferimento per un adeguato approfondimento. La manifestazione libera dello Spirito agisce in modo che il cristiano possa crescere in maniera armoniosa, tanto che la sua fede possa contribuire a donargli uno stile di vita pentecostale. Egli ha necessità di “una forza che venga dall’alto”, e nell’esperienza cristiana questa “forza” è tradotta tradizionalmente con le espressioni di: Sapienza, Intelletto, Consiglio, Fortezza, Scienza, Pietà e Timor di Dio. Essi trovano la loro radice biblica nell’Antico Testamento: nel libro del profeta Isaia e in quello del profeta Daniele, e sono fondamentali per la vita cristiana, specialmente per l’esercizio e la riscoperta del Battesimo e della Cresima, per vivere appieno la fede e l'amore verso Dio e il prossimo.  Tali doni sono ricevuti nel sacramento del Battesimo e vengono rafforzati in quello della Confermazione. Il loro obiettivo è quello di aiutare il credente a vivere una vita di amore e a portare il frutto dello Spirito (Gal 5,22). Tali doni sono indipendenti dal cammino di santità, tuttavia sono necessari alla sua stessa vita. Essi sono direttamente connessi alla grazia di Dio e solitamente non possono essere esercitati, perché assenti, in una persona che non è in stato di grazia. La tradizione cristiana offre la considerazione che chi possiede la virtù della carità, possiede tutti e sette i doni. Nel Nuovo Testamento sarà l’apostolo Paolo, che con la sua predicazione, tutta incentrata su Gesù e sul suo mistero pasquale, si presenta come annunciatore di Cristo, e di Cristo crocifisso, ci dona un aiuto importante sul tema (cfr 1Cor 2,2). Nella lettera ai Galati, tentati di basare la loro religiosità sull’osservanza di precetti e tradizioni, egli ricorda il centro della salvezza e della fede: la morte e la risurrezione del Signore. Lo fa mettendo davanti a loro il realismo della croce di Gesù. Scrive così: «Chi vi ha incantati? Proprio voi, agli occhi dei quali fu rappresentato al vivo Gesù Cristo crocifisso!» (Gal 3,1). Per cui, i doni dello Spirito provengono dal sacrificio di Gesù, il Signore e sono utili per vivere un’adeguata vita spirituale. Donando lo Spirito Santo agli apostoli, Cristo risorto dona il proprio potere di santificazione.  Il Catechismo della Chiesa Cattolica parla dei doni dello Spirito Santo principalmente nei paragrafi 1830-1832, sottolineando che sono disposizioni permanenti che rendono i fedeli docili alle ispirazioni divine e che i sette doni completano e perfezionano le virtù, preparandoci alla gloria eterna e rendendoci figli di Dio. Donando lo Spirito Santo agli apostoli, Cristo risorto dona il proprio potere di santificazione.  A questo punto, riprendiamo l’immagine iniziale della scalata in montagna. Lasciamoci “guidare”, “camminiamo nello Spirito”. Queste espressioni indicano tutta l’azione dello Spirito che riconosciuto ci dona di vivere l’esperienza del camminatore di alte quote e ci dona tutti gli strumenti utili per raggiungere le vette per contemplare il panorama che si ha di fronte.

Carmela Romano