L’ascolto attivo: luogo di generatività

L’ascolto attivo: luogo di generatività


Maria nella storia dell’umanità è l’icona dell’ascolto attivo. Una proposta divina la raggiunse e lei comprende, nel rispetto delle sue capacità intellettuali e della sua fede, tutto ciò che riguardava la sua vita e gli aspetti essenziali della storia della salvezza. Nel Vangelo di Luca leggiamo: «Ecco la serva del Signore; sia fatto di me secondo la tua parola» (Lc 1,38). Non è solo un “ok”, quello offerto da Maria. È piuttosto un aprirsi totale al Verbo. Sant’Ambrogio, nella sua Esposizione del Vangelo di Luca (Libro 2,2), commenta: «Maria, con l’umiltà dell’ascolto, diventa la porta del Verbo». L’ascolto non è passivo; è la chiave che apre la porta della storia. Viene in nostro aiuto anche il teologo Hans Urs von Balthasar, dove nel suo Maria nella Trinità (p. 78), aggiunge che l’ascolto di Maria è «l’atto creativo della fede che genera la vita di Cristo in noi». In altre parole, quando ascoltiamo davvero, non restiamo gli stessi: siamo trasformati. Per opera dello Spirito Santo, Maria genera un’ascolto spirituale intenso. L’evangelista Giovanni ricorda che «Il Verbo si fece carne e abitò fra noi» (1,14 ). L’incarnazione è il frutto di un ascolto perfetto: Dio ascolta la nostra condizione e si fa presente, suscitando in noi ascolto e collaborazione alla sua volontà. Sant’Agostino afferma: «La Parola è concepita nell’ascolto della fede, così come Maria concepì Gesù nell’ascolto della volontà di Dio» (De civitate Dei, Libro 10, 20). Karl Rahner, nel suo Il mistero della grazia (p. 45), sostiene che «l’ascolto è la condizione della grazia; Maria è il modello perfetto di questa dinamica». Quando ci fermiamo ad ascoltare Dio, la grazia trova spazio per agire. Il frutto carismatico dell’opera dell’ascolto in Maria è una fioritura di doni importanti. Lei, non è sola nel suo “sì”. Il suo ascolto apre l’alveo dello Spirito; lui, effonde generosamente doni nuovi e conferma quelli naturali. San Giovanni Crisostomo, nelle Omelie su Luca (Omelia 2), scrive: «Maria, con la sua fede, distribuisce i doni dello Spirito a chi ascolta». Diversi sono i doni che si possono vedere riflessi nella vita della Vergine: Saggezza, come capacità di discernere il volere di Dio, come quando risponde “Sì” a Gabriele; Intelletto: la comprensione profonda del mistero dell’Incarnazione; Consiglio: l’intercessione costante per noi, “prega per noi” (cfr. 1Tim 2,5); Fortezza: il coraggio di stare ai piedi della croce; Pietà: la tenerezza materna verso ogni creatura; Timore di Dio: la riverenza che trasforma il cuore; Scienza: la sapienza pratica nel prendersi cura del Bambino Gesù. Ogni dono è un raggio che, partendo dal centro, cioè dallo Spirito Santo, illumina la ruota della Chiesa, e come accade alla ruota che mediante il raggio e il suo riferimento al centro, così accade nella Chiesa, mediante lo Spirito le è dato di vivere e di operare per l’avvento del Regno di Dio in mezzo a noi. L’ascolto di Maria è una tetimonianza che invita tutti noi a generare la vita di Cristo nella nostra quotidianità. Non è necessario un miracolo spettacolare; basta fermarsi, ascoltare e dire “sì”. In quel gesto semplice, la grazia si diffonde, i doni e i carismi si attivano e la missione diventa realtà. Che anche noi, come Maria, possiamo aprire il cuore all’ascolto e, così, generare la luce del Verbo nel mondo.

di Carmela Romano

Puoi approfondire il tema, leggendo Maria ascolta e genera la Parola, di Kamil Zadrożny

 

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