La tua vita: un meraviglioso viaggio tra ricerche, certezze e Mistero
Immagina di salire su un treno che attraversa paesaggi sconosciuti. Ogni stazione è un incontro, ogni curva una sorpresa, ogni viaggio una storia. La vita, diceva il filosofo Gabriel Marcel, è «un viaggio verso la luce». Ma come trasformare questo viaggio in un cammino di senso? L’immagine del viaggio è antica quanto l’uomo. Già Platone, nel Fedro, parlava dell’anima come un cavallo alato che aspira a risalire alle stelle. È con Agostino d’Ippona che il viaggio diventa un pellegrinaggio interiore: «La nostra anima è inquieta finché non riposa in Te» (Confessioni, Libro 1, 1). Il viaggio non è solo movimento, è ricerca di una meta, spesso un cambio di direzione. Riecheggiano nelle aree interne del nostro cuore il «tolli, lege» (prendi e leggi) del giovane Agostino D’Ippona, perso tra le passioni e i dubbi, sente una voce che gli dice: «Prendi, leggi». Apre la Bibbia e legge Romani 13,13-14: «Non in mezzo a gozzoviglie e ubriachezze, non in mezzo a lussurie e impudicizie, non in contese e gelosie, ma rivestitevi del Signore Gesù Cristo». Quel giorno, il viaggio di Agostino cambia direzione. La sua storia diventa un viaggio di ritorno a Dio. L’esperienza di Agostino non è da ritenersi semplicemente come una testimonianza del passato; è un paradigma per capire il viaggio dell’uomo di tutti i tempi. Autori come Karl Rahner e Hans Urs von Balthasar, ci ricordano che l’uomo è “viator”, un pellegrino in cammino verso l’Assoluto. Rahner, in Corso di teologia dogmatica (vol. 5, p. 78), scrive che «l’uomo è un essere in transito, in un cammino verso la pienezza del mistero». Il viaggio del cuore dell’uomo conosce alcune tappe e la realtà non è avida nel concedere anche mezzi e strumenti da intendersi come equipaggiamento adeguato al suo viaggio. Per esempio, abbiamo lo start, la partenza: ogni nascita è un “via” che ci lancia nel mondo. Gli incontri che viviamo non sono mai un caso, possono diventare relazioni importanti, da intendersi come delle stazioni dove condividere, approfondire, lasciarsi accogliere, affiancare, intrecciare storie di amicizia e percorsi di amore. Come accade sempre nell’esistenza di un soggetto incontriamo inevitabilmente delle prove: esse sono le difficoltà, i tunnel, destinati ad avere bui, ma necessari per uscire trasformati. Nel viaggio ci sono sguardi. Essi possono essere la metafora dello sguardo autentico che cerchiamo: la preghiera come finestra aperta sull’infinito. Per quanti credono che la vita sia dono di Dio, crederà anche che lo Spirito Santo gli fornisce di strumenti utili per affrontare il suo viaggio. La persona che crede ed è aperta al Mistero, al volto buono di Dio che come creatore, lo ha penato sin dalla fondazione del mondo, eserciterà la propria fede, per vedere oltre l’orizzonte visibile. Vivrà la virtù della speranza, come occasione per non smettere di camminare e si impegnerà nel dare forma alla carità, che gli consentirà di trasformare ogni incontro in un abbraccio. Spesso incontriamo uomini e donne, di ogni età. Rispetto a molti, noi non siamo fermi, siamo in cammino. Dunque, la vita è un viaggio che non finisce mai, perché ogni arrivo è una nuova partenza. Come diceva il poeta Antonio Machado, «viandante, non c’è cammino, il cammino si fa andando». Che il nostro viaggio sia un canto di stupore, un inno alla luce che ci precede per raggiungere la certezza di essere un progetto ben pensato e desiderato da Qualcuno più grande di noi!
di Carmela Romano
Puoi approfondire il tema con il testo di Elena Dreoni, Viaggio in una notte stellata. Commedia musicale per adulti e ragazzi